Paolo Di Girolamo

Il Ricordo più affettuoso e sconcertante è stato il nostro primo incontro, quando l’amico Gomas ci mise in contatto (anzi mi accompagnò di persona a Modena) per le riprese de: L’incontro de Li Sovrani” di Trilussa, per il programma Gulp! - Fumetti in TV. Per l’occasione Secondo Bignardi mi accolse da “Castellano”, offrendomi uno spettacoloso pranzo da “Fini”. Con l’epopea dei “bis”, “tris”, “quadris” delle paste asciutte; poi con i bolliti vari serviti sul carrello fumante. Il tutto condito con Lambrusco.
A parte ciò, quello che più m’ impressionò fu l’ospitalità tutto cuore, simpatica, allegra e piena di figli attorno al tavolone con le incursioni della sua signora, vera regina del focolare.
E ancora poi la cantinetta in fondo alle scale verso il piccolo appartamento di qualcuno dei figli. Tante bottiglie di “Brusco” riposavano amorevolmente nelle rastrelliere.
Questo l’uomo. E poi…
L’ARTISTA che ho imparato a conoscere nel suo studio a via del Canalino, dove qualche anno dopo andai per dare una mano nell’animazione di una produzione di Bruno Bozzetto. Via del Canalino, ultimo piano, sotto e sopra i tetti della vecchia Modena. Tetti con i camini, tanti e di molte fogge, e poi l’ingresso dello studio dove due pareti tappezzate da sue opere, scenografie, e disegni d’animazione di tutte le qualità ti ipnotizzavano letteralmente; quanto mi accadde anche anni dopo in occasione di una settimana di lavoro, settimana di famiglia Bignardi, di compagnia squisita, di cucina sopraffina e di scaglie di “Grana” a fine pasto; quasi un rito a cui lui, il sommo sacerdote, il patriarca, ti obbligava a partecipare.
Dicevamo delle scenografie; m’impressionarono parecchio, precise, di un nitore incredibile, realizzate con amorosa attenzione. Mi resi conto di trovarmi nell’atelier di un maestro; di quelli che nell’età media erano chiamati Mastri. “Mastro Secondo”… in apparenza sornione, ma che al momento buono esplodeva in puro dialetto Modenese, dialetto che però rendeva a pennello il senso del discorso, che centrava i problemi di lavoro, della partecipazione, del coinvolgimento all’esecuzione dell’opera. Puro spirito Emiliano. Io di lontana origine Romagnola, quanto sono stato bene vicino a lui, lavorando con lui, parlando con lui, adannandoci insieme per l’ottusità del potere, dell’arraffa arraffa, dei mediocri, dell’inutilità dei convegni e di qualche festival, delle congreghe, degli arrampicatori.
Pensando a Modena, al vostro magnifico Duomo vedo lui, Secondo, Nell’ Altrove, discutendo magari con Viligelmo.
Secondo Bignardi, forse uno degli ultimi cavalieri della “Tavola Rotonda” del nostro Re Artù: il Cartone Animato.
— Paolo Di Girolamo, Roma, 4 aprile 2000