" A mio padre, se chiudo gli occhi mi sembra ancora di poterlo vedere, avvolto nel silenzio dei suoi sogni, circondato dai suoi disegni, instancabile, seduto sul suo inseparabile e strano tavolo luminoso, con i suoi pennelli e le sue matite che rispettava e curava come uno di noi" Fabio Bignardi, uno dei suoi figli. 

In un Secondo i  ricordi dei colleghi, ma soprattutto amici, che hanno lavorato insieme a Secondo Bignardi nel corso di una vita.